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Da Torino a Grenoble in BMW G310 GS

BMW G310 GS

Un itinerario in sella alla nuova BMW G310s fra dolci curve e gentili pendii che dal capoluogo piemontese ci ha portato fino alla meravigliosa Grenoble, e alla sua cattedrale.

Sterrato? Sì, perché no. Strada? Anche. La BMW G310 GS si è dimostrata abile e agile in entrambe le versioni. Nonostante la sua meccanica propenda maggiormente verso il motocross e lo sterrato, sulle strade normali fila senza problemi. E, non ci crederete, è anche comoda.

Torino

BMW G310 GS

Ah! La meravigliosa Torino, incastonata sotto le grandi Alpi come se qualcuno ve l’avesse sospinta più che fondata. Dalle sue strade si ammirano le vette della catena montuosa più grande, più alta e più bella d’Europa. Un vecchio detto afferma che chi nasce vicino le montagne o sulle montagne ha una visione ristretta (per forza di cose) della vita e del mondo. Ma non Torino. Non i torinesi. Torino è sempre stata la culla di personaggi che guardavano al mondo con interesse e che viaggiavano. Quelle montagne così maestose non hanno mai fermato nessun torinese, anzi, lo hanno sospinto anche solo col pensiero ben oltre quel muro di rocce aguzze. Il Museo Egizio è una delle tante prove di questo spirito e la stessa Mole è prova di un’apertura della città verso il mondo. Con la nostra BMW G310 GS ci avviamo dunque a percorrere la lunga strada che ci separa da Grenoble. Tre ore, circa, di viaggio che ci permetteranno di arrivare in un luogo magico e antico. Visto che il viaggio sarà lungo ci mettiamo i nostri guanti Tucano Urbano Zeus Diluvio per essere protni alla pioggerellina che spesso cade sulle strade montane alpine e partiamo alla volta della Francia.

La Val di Susa si espone ai nostri occhi in tutta la sua bellezza. Una terra così bella e al centro di così tante polemiche, di così tante contestazioni. Alla Val di Susa, comunque, sembra non interessare nessuna diatriba. Lei semplicemente giace, sonnolenta, fra due enormi costoni di roccia dove anche la Dora scorre silenziosa e senza fretta. Una volta oltrepassata Bardonecchia ci rendiamo conto di come, senza neve, siano diverse queste montagne. D’inverno, la neve ricopre i tetti di Bardonecchia trasformando l’intera cittadina in una sorta di enorme dolce di marzapane con dello zucchero a velo e della glassa sui tetti. Adesso, noi la vediamo invece quasi spoglia, città vera. Il traforo del Frejus è vicino e la BMW G310 GS è calda e ben allenata allo sport che sta per fare. Speriamo soltanto di non annoiarci troppo durante il passaggio del traforo. Quella lunga e diritta strada farebbe addormentare chiunque e noi non possiamo permettercelo, la Francia ci aspetta.

BMW G310 GS

Passato il traforo ci si ritrova attorniati da colossi ancor più alti. Sembra di essere giunti su un altro pianeta, tanto il paesaggio pare alieno. Eppure c’è vita anche qui. Si parla un’altra lingua ma la cortesia delle persone è quella tipica degli europei. Scendiamo dei lunghi e tortuosi tornanti per prendere un caffè a Modane, un piccolo centro cresciuto attorno alle stazioni ferroviarie di un tempo. Il freddo si fa sentire ma mettendo qualcosa di caldo nello stomaco si riesce a proseguire il viaggio senza problemi. Lungo i tornanti la BMW G310 GS si comporta egregiamente, sembra nata per l’avventura e per il rischio. Non c’è più la Dora a farci compagnia, agile e cheta. Qui c’è il Freney che si agita e gorgoglia, stretto da chiuse che lo fanno brontolare come un vecchio in pensione davanti al camino.

Da questo momento la strada corre ininterrotta con curve dolci e sonnolente in un susseguirsi di paesini di cui spesso non riusciamo a leggere nemmeno il nome e la BMW G310 GS comincia a vibrare anche a basso regime. Di sicuro è stanca e il serbatoio si sta ormai svuotando. Ci fermiamo per una sosta che lo riempia per bene e ripartiamo. Si tratta di un pit-stop obbligato visto che il serbatoio contiene soltanto 11 litri. Nei pressi di Aiton ci immettiamo sulla superstrada che ci condurrà fino a Grenoble. Il traffico è intenso ma noi siamo più agili di qualsiasi altro veicolo e ci muoviamo lesti anche quando c’è un ingorgo alle uscite che conducono alle varie località che si trovano su questo percorso. Nei pressi di Montmelian la strada comincia a scendere. Aumentiamo la velocità e ci divertiamo a mettere sotto sforzo il potente motore della BMW G310 GS. L asentiamo soffrire un po’ troppo dopo pochi kilometri perciò rallentiamo l’andatura.

Grenoble

BMW G310 GS

Grenoble è bella. Non ci sono altre parole per descrivere questa città che, soprattutto in autunno, riesce ad ammantarsi di un velo di mistero e di oscurità. Le guglie della sua cattedrale gotica si intonano perfettamente agli alberi spogli o dalle foglie ingiallite che gli si diramano intorno. La leggera pioggia che ci colpisce rende la città ancor più lugubre e ci sembra che questo luogo possa contenere davvero dei segreti incoffessabili. Fu capitale del Delfinato francese e prima di questo fu un importante insediamento gallico. Ansiosi di scoprire le meraviglie che ha in serbo per noi, parcheggiamo la moto, prendiamo una stanza in un hotel e ci dirigiamo a fare quattro passi. la BMW G310 GS ha fatto il suo dovere distinguendosi per comodità e per facilità di guida. Ci ha lasciati un po’ preoccupati per quelle strane vibrazioni e per l’insofferenza alla velocità per lunghi tratti. Di certo si è dimostrata affidabile e ci ha permesso di vivere l’avventura di passare fra le Alpi sentendo l’aria montana addosso.

 

Ecco il percorso nel dettaglio:

BMW G310 GS

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